MI PRESENTO...

Le mie foto
Fortunago, prov. di Pavia, Italy
Mi chiamo Maurizia Tornabene, ma molte persone mi conoscono come la "Mauri". La creatività fa parte della mia vita da sempre, ma è esplosa in età matura. Avendo conseguito un titolo di studio linguistico-umanistico, non ho la presunzione di atteggiarmi a "designer" o "decoratrice d'interni", come si dichiarano molte mie "colleghe" del settore... Nonostante questa premessa ho alle spalle un'esperienza pluriennale come DIMOSTRATRICE e INSEGNANTE per IMPORTANTI AZIENDE, LEADERS NEL SETTORE HOBBY & CRAFT E BELLE ARTI, dove ho sviluppato (con tanto impegno e passione!) un'ottima padronanza di numerose tecniche creative, unitamente alla profonda conoscenza degli innumerevoli prodotti che questo settore offre in continuazione. Ricordo le mie prime insegnanti di "découpage" che dicevano che avevo "il senso del colore"...pare che sia una dote innata, che non si può acquisire come una tecnica qualsiasi... ah...sono mancina al 100% e questo dicono sia un vantaggio per usare i pennelli, i colori e...la fantasia, che nel mio caso galoppa sempre a gran velocità! BUONA NAVIGAZIONE!

IL MIO PERSONALISSIMO RAKU / MY PERSONAL RAKU

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PASTE MODELLABILI / POLYMER CLAY

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EMOZIONI SU TELA / EMOTIONS ON CANVAS

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DECORAZIONE DEL MOBILE - HOME & FURNITURE DECOR

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BOMBONIERE ESCLUSIVE / EXCLUSIVE FANCY SWEET-BOXES

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GIOIELLI PERSONALIZZATI , HAND MADE BIJOUX

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RECUPERO E RICICLO CREATIVO- ALTERED ART-VINTAGE STYLE

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I MIEI BOZZETTI / MY PERSONAL SKETCHES

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mercoledì 26 gennaio 2011

CORSI PER PRINCIPIANTI

...Perchè non è mai troppo tardi per cominciare...
...Perchè a volte si rinuncia in fretta con la scusa "non ho tempo" ; "non sono capace" ; " l'arte non è il mio forte"...."mi piacerebbe ma mi sembra difficile"....
....Perchè a volte è necessario ritagliare dello spazio per noi stesse...
....Per il desiderio di imparare ma anche per il piacere di stare insieme a fare due chiacchiere in compagnia...con calma ed allegria...
PER MILLE E UN MOTIVO....L'IMPORTANTE E' COMINCIARE!!!

Ecco perchè propongo sempre i corsi per i principianti.........molto si può fare con la fantasia e ...un pochino di tempo libero!
Che aspettate ?


I miei esordi con il découpage....scampoli di una vecchia pubblicazione

giovedì 20 gennaio 2011

Home Sweet Home...si prosegue !

Accomodatevi....questo è parte dell'ingresso (ho lasciato la porta aperta!) che si affaccia sia sulla cucina che sul soggiorno-zona tv / relax....
Arrivati in cima alla scala ecco la sala da pranzo...c'è ancora molto da fare ma non avete idea dello spettacolo che si gode dalle finestre del primo piano mentre ci godiamo un pranzetto tra la quiete di queste colline...





....Anche se quel brutto gancio sopra lo specchio è assolutamente da nascondere...è tutto ancora da sistemare per benino...ecco il bagno del piano terra (vicino alla cucina)

Lo specchio...è una mia personalizzazione...vi piace ?


Questo invece è il bagno del primo piano, vicino alla sala da pranzo e alla cameretta di Emanuele




Uno dei miei "recuperi"...è diventato un portasciugamani...



E ci saranno altri arricchimenti a breve!


...un altra rampa di scale e siamo nelle mansarde!!!

Questa è la "tana" di Federico...




Questo "nido" invece è riservato ai nostri ospiti...attenzione alle "zuccate" sulle travi del soffitto...!






martedì 18 gennaio 2011

Home Sweet Home...

..ovvero "Casa Dolce Casa"...
Finalmente ho vinto la mia innata propensione alla riservatezza e ho deciso di aprirvi "le porte" di casa mia !
Le foto non sono il mio forte...vi prometto di migliorare però!
Per adesso le foto scattate riguardano gli interni...che hanno richiesto un anno e mezzo di ristrutturazione!

Cominciamo dalla cucina "regno incontrastato delle donne"..così dicono.
Io e mio marito accogliamo i nostri amici più cari, cucinando sulla stufa a legna....le pizze e le torte che escono da quel forno hanno un sapore unico!
E poi il calore del fuoco è ben diverso da quello dei "normali" termosifoni.


Ed ecco la cucina che abbiamo scelto : non poteva essere diversa da questa !




Alcuni dettagli...un pò shabby, un pò country...


Il tavolo contadino "attrezzato" con tanto di asse per la pasta fresca, tagliere e matterello!


Per oggi è tutto...devo scappare a prendere il mio Emanuele per portarlo in piscina !
A presto

lunedì 17 gennaio 2011

Storia di un armadio che era da buttare via

Cari amici,

come molti sanno amo molto il recupero e il riciclo, se poi aggiungiamo che la decorazione del mobile mi dà grandi soddisfazioni...il risultato è quello che vedete qui sotto!
L' armadio era in queste condizioni :




buttato in un solaio tra tarli e ragnatele...la mia cliente però - che vive a Milano ma sta ristrutturando una casa qui in Oltrepò, aveva voglia di dargli una "chance" ed ecco allora la sua trasformazione...


Dopo una pulizia ad hoc (olio di gomito), il trattamento antitarlo e...altro ancora....
"Fase uno"




"Fase due"

"Fase tre"

 








Manca giusto una passata di cera neutra...magari profumata alla vaniglia e sabato prossimo l'armadio è pronto per la consegna!

Effetto "Opalino"...con il Decoglass

Vetro opalino è uno stile decorativo di provenienza francese in auge dal 1800 al 1890, benchè abbia raggiunto il picco della popolarità durante il regno di Napoleone III dal 1850 al 1860.
Il vetro si presenta opaco/leggermente traslucido e può essere indifferentemente bianco o colorato nei toni del verde, del blu, del rosa, del nero, del giallo, del lavanda e del nero.
La sua opalescenza è dovuta alla presenza di particelle finissime cristalline e incolori di sostanze diverse (fluoruri, fosfati, ossidi), o alla formazione di bollicine gassose, o a devetrificazione.

A parte questa definizione "storico-scientifica", il mio ricordo del vetro opalino è lagato ad un lampadario di mia nonna posizionato nella sua camera da letto....i ricordi risalgono a prima degli anni '70 e il lampadario in questione fu acquistato intorno agli anni '40 (non oltre).
Era più o meno di questo tipo


Molto tempo dopo....

Ecco un esempio di come il Decoglass sia un prodotto versatile e unico nel suo genere : il piatto è in vetro ma i colori e l'opalescenza ricordano molto il vecchio lampadario di mia nonna..l'ho realizzato con un mix di colori che prediligo tra la gamma infinita del Decoglass : Perla, Perla Rosa, Perla Antica.
Di sicuro effetto anche per altri complementi d'arredo!

Ovviamente ....può diventare l'argomento per uno dei prossimi corsi ...il colore rosa ispira subito aria di primavera!

Se invece preferite il bianco perla e il platino...ecco un effetto "pizzo" niente male!

Questa tecnica è stata piuttosto "gettonata" durante i miei corsi da Monica a Garbagnate Milanese nelle "stagioni" passate...ma la trovo sempre gradevole e raffinata ...che ne dite ?

sabato 15 gennaio 2011

La Valle del Coppa....ancora cartoline dall'Oltrepò....

Se prima vi ho mostrato "un assaggio" di quanto si può vedere e scoprire della Valle Ardivestra, eccomi ancora a darvi qualche informazione sull'altra vallata denominata "della Coppa" che ho la fortuna di vedere da casa mia (avendo la doppia esposizione....ho questo privilegio, che equivale anche alla presenza di 22 finestre...tutte da pulire per benino!!!)
Questo lato della mia abitazione si affaccia sulla strada provinciale...il cartello in fondo indica il "centro" del paese "Costa Cavalieri-Galeazzi" ...che affollamento di prima mattina....:-)
In fondo si può intravedere il borgo di Fortunago....c'è una leggera foschia ma in questi giorni l'inverno si è preso una vacanza!!!






La Valle del Coppa è una delle valli del basso Oltrepò Pavese. Inizia a Fortunago, (www.comunedifortunago.it) dove comincia a snodarsi tra le colline fino a raggiungere Borgo Priolo, presso cui si unisce ad un'altra valle detta "del Ghiaie di Coppa", "del Ghiaie dei Risi" o, meglio "del Ghiaie di Montalto". Dopo questa unione la valle prosegue fino a sbucare nella pianura Padana nel territorio di Casteggio.

La "Comunità Collinare Val Coppa" è un consorzio sovracomunale della provincia di Pavia (130 km²) situato a est del fiume Coppa e a sud del fiume Po. La comunità è costituita dai comuni di: Borgo Priolo, Borgoratto Mormorolo, Montalto Pavese, Fortunago, Ruino, Calvignano e Rocca Susella. Montesegale e Montebello della Battaglia ancora non ne fanno ufficialmente parte.
Stati: Italia
Regioni amministrative: Lombardia
Territorio: 7 comuni della provincia di Pavia
Capoluogo: Borgo Priolo
Superficie: 130 km²
Abitanti: 5.257
densità ab: ab. 40,44 km²

L'infrastruttura della valle, ovvero la Strada Provinciale 203 "della Valle del Coppa", ha inizio tra Casteggio e Montebello della Battaglia, ed ha termine nella Località Cappelletta di Fortunago, ma c'è anche la possibilità di proseguire verso il Passo del Carmine; la strada non è molto larga, ed è per questo che gli autocarri di una certa larghezza sono praticamente costretti a transitare sulla strada della valle del Ghiaie di Montalto o sulla strada della Val Versa.

Castelli
* Montalto Pavese: Costruzione in pietra e mattoni a vista, caratterizzata da quattro torrioni, edificata nell'anno 1595, su ciò che rimaneva di una preesistente rocca medievale, da Filippo Belcredi ad una altitudine di 466 s.l.m. Il castello è cinto da un vasto parco: da segnalare il giardino all'italiana ed il giardino all'inglese. Montalto fu poi degli Strozzi sino al 1617, poi dei Taverna (sino al 1630), indi dei Belcredi sino al termine del Settecento. Dalla metà circa del secolo XIX appartiene ai conti Balduino, i quali provvidero a restaurarlo.
* Montebello della Battaglia: L'attuale edificio appare come una villa barocca e risale al Seicento / Settecento, sulla sede di un probabile fortilizio medievale: è di dimensioni considerevoli, con un vasto parco annesso Proprietà privata.
* Montesegale: Rocca edificata dai Gamberana su di un'altura del paese: oggigiorno è un complesso di costruzioni e corti risalenti a differenti periodi Proprietà privata.
* Stefanago (Borgo Priolo): Il castello, che sorge sulla cima di un colle, venne riattato nel 1477, ma la torre risale al secolo XII: è sede di una azienda agricola.

Nella valle, come del resto in tutte quelle dell'Oltrepò, si trova un'intensa coltivazione di vigneti, anche se inferiore a quella presente nella adiacente valle del Ghiaie di Montalto. La valle difatti segna il confine vitivinicolo Est-Ovest,ovvero tra la parte orientale, intensamente coltivata a viti, e quella occidentale della Valle Staffora, molto poco coltivata.
Sono coltivati soprattutto la vite (vino DOC Oltrepò Pavese), ciliege e barbabietole di zucchero. Nella fascia collinare, ricca di vigneti, vi sono molte cantine, che danno lavoro ad una discreta quantità di residenti e muovono un discreto giro d'affari.
Nella fascia montana, lavorano ancora piccoli produttori di formaggi,miele,salumi,frutta, produttori che hanno scelto di allevare animali autoctoni in via d'estinzione, produttori che con il loro operato lottano contro l'abbandono del territorio e contribuiscono al recupero dei terreni incolti, e ristoratori che utilizzano questi prodotti per riproporre i piatti tipici.
Alcuni vendono altri prodotti tipici di questo terriorio che sono localmente chiamati: i "Brasadè" e la "Skita".




La Valle Ardivestra...dalle finestre della mia camera da letto...

La valle Ardivestra inizia a Godiasco e attraversa il territorio di diversi comuni, che meritano di essere visitati vuoi per un motivo o solo per curiosità.
Innanzitutto la fauna presente in questa valle e composta oltre che da Lepri anche da Scoiattoli, Tassi, Cinghiali, Puzzole, Volpi, Daini e Caprioli, per non parlare degli uccelli, dal fagiano alla ghiandaia, gufi, civette, falchi, poiane, aironi eccetera fino alla splendida UPUPA.
Un vero e proprio paradiso naturalistico, oltre al fatto che l'agricoltura intensiva è quasi inesistente e di conseguenza parliamo di una valle con "alto tasso di qualità della vita!"




Ecco qualche "residente" davanti all'obiettivo :




Per seguire la valle Ardivestra si parte da Godiasco, il cui nome pare derivare da Gaudiasci, nome di una cittadina ligure nominata dall'imperatore Traiano. Nel medioevo faceva parte del feudo dei Malaspina (da vedere Palazzo Malaspina) ed era famosa per le lavorazioni della pietra, del legno e per il mercato nero del sale. Passeggiando per il centro storico si avrà occasione di vedere un bel portale rinascimentale e un pozzo seicentesco, entrambi in pietra arenaria.

La valle si snoda con un paesaggio di grande bellezza naturalistica.
Splendida è la vista della Pieve Romanica di S. Zaccaria, pregevole esempio di arte romanica la cui costruzione risale intorno all'anno mille .
Ci si imbatte poi nel bel castello merlato del trecento di Montesegale, ora dimora privata, in perfetto stato di conservazione ed ottimo esempio di architettura medioevale dovuta ai marchesi Malaspina.Il luogo fu espugnato nel 1415 dal Conte di Carmagnola, capitano di ventura assoldato dai Visconti. Il castello sorge in posizione chiave per il controllo dell'alta e della bassa valle del torrente Ardivestra.
Si hanno notizie di Montesegale (Montesicalis) fin dal 1029.

Si   sale poi fino a raggiungere la costa di Fortunago  (http://www.comunedifortunago.it/) da dove si apre un bellissimo prospetto dell’intero rilievo Appenninico e del paesino di antiche origini celtiche che, come vuole la leggenda, fu luogo di rifugio dei primi cristiani perseguitati, come S. Ponzo, a cui è legata la credenza della fonte di acqua miracolosa. Proseguendo attraverso le colline si si può raggiungere ad est la Val Versa e a sud il Castello di Stefanago (XV sec.) ,edificio in mattoni su base di pietra, eretto nel XIII secolo, e poi restaurato nel quattrocento , per poi sfociare nella Valle Coppa, dove si toccano i centri di Borgoratto Mormorolo e Borgo Priolo, luoghi di grande interesse paesaggistico, con una buona attività turistica, ma soprattutto a preminente vocazione agricola con la vitivinicoltura.

Queste invece sono foto che ho scattato in questi giorni di tiepido sole dalle finestre di casa mia...dal "lato Ardivestra"....come si fa a non rimanere incantati da uno spettacolo del genere ?





giovedì 13 gennaio 2011

NOVITA' IN EDICOLA!!!



Già da qualche giorno potete trovare in edicola il primo numero del 2011 di ADD Arte del Decorare dove troverete un mio progetto....(n° 45 gennaio/febbraio 2011)
Ancora una volta ho unito la passione per il recupero con quella dei gatti, per un articolo carinissimo e originale !

Che aspettate ad acquistarlo ? Oltrettutto in questo bimestre di inizio anno ci sono dei bellissimi  progetti di altre mie "colleghe"... NON PERDETELO!!!
Baci,

lunedì 10 gennaio 2011

Il the nel deserto...a casa nostra!







Cari amici,

dopo l'assenza "forzata" per le lunghissime vacanze natalizie (per chiarirci : meno male che da oggi i ragazzini sono tornati  a scuola!!!) dove ci siamo rimpinzati di ogni leccornia possibile, ci siamo concessi dormite ristoratrici e momenti di allegria con parenti ed amici...rieccoci a parlare di creatività!
Voglio iniziare questo port parlandovi di stile etnico, che sicuramente non è "nelle mie corde" ma che comunque incontra i gusti di molte persone...
Io amo da sempre lo stile "arte povera", mixato allo shabby e allo stile provenzale...casa mia è proprio così...anche se volessi un angolo in stile etnico sarebbe "fuori posto"!

Ecco per cominciare, un recupero ad hoc su di una vecchia teiera in metallo leggero, assolutamente improponibile per chiunque...


Nella cultura magrebina, versare il the dalla teiera al bicchiere è un simbolismo: ricorda l'abbraccio tra cielo
e terra... del resto, certi sapori sono paradisiaci!

Ecco qualche step della lavorazione...che aspettate a provarci ?




MATERIALE NECESSARIO :



Una teiera in metallo di provenienza nordafricana
Bolo Acrilico NERO
Foglia RAME
Colla a missione
Bitume all’acqua Bruno
Craft Rilievo Glitter Arancio
Vernice Flatting Gel Lucida
Primer spray per metalli


A portata di mano : acquaragia, pennelli di varie dimensioni (piatti e tondi) carta da cucina, spugne sintetiche


PROCEDIMENTO


Per realizzare questo lavoro abbiamo utilizzato una teiera acquistata in un “souk” marocchino durante una vacanza.
Sulla teiera avevamo spruzzato del primer grigio per metalli spray, che oltre ad avere un ottimo potere ancorante per i colori acrilici funge anche da antiruggine.
Abbiamo steso due mani uniformi di Bolo Acrilico Nero, lasciando asciugare bene tra una mano e l’altra.
Prendendo spunto da un set di bicchierini sempre marocchini, abbiamo steso in maniera irregolare la colla a missione in alcune zone della teiera (coperchio, manico, beccuccio e base)
Una volta che la colla missione è divenuta trasparente, abbiamo applicato delicatamente la foglia Rame, spazzolando l’eccedenza con una pennellessa morbida.


Abbiamo anticato la foglia rame con una spugnatura di Bitume all’acqua Bruno, aiutandoci con un foglio appallottolato di carta da cucina.
Questa fase di lavorazione conferirà alla teiera un’aria più “vissuta”, diversamente la foglia rame, calda e luminosa, sarebbe risultata un pochino “fasulla”…
Stendere una mano di vernice di finitura a solvente “flatting gel lucida”; questa vernice, dal particolare colore ambrato, non cola e facilita la stesura sulle superfici curve, come la nostra teiera.
Lasciare asciugare per una giornata intera.


Come tocco finale, sempre ispirandosi alla decorazione dei bicchierini da the del servizio marocchino, abbiamo disegnato dei ghirigori sulla parte frontale della teiera e sul coperchio (puntini), utilizzando il colore a rilievo Glitter Arancio, che avendo il beccuccio, dà la possibilità di essere utilizzato come una penna.
E’ importante stendere il colore a rilievo glitter alla fine del lavoro, in quanto la vernice protettiva ne provocherebbe l’annerimento.
Il colore a rilievo una volta asciutto avrà un aspetto brillante e risulterà molto tenace sul supporto.
Abbiamo scelto un bel colore arancio che ben si “sposava” con la foglia rame e perfettamente in contrasto con il nero lucido della colorazione di fondo.


La teiera è pronta per il vostro….the nel deserto !